Amarcord: interactivity

By | 5 settembre 2013

Erano i primi giorni dell’anno 1997 e il “Web 2.0” era molti anni di là da venire. Ad un gruppo di amici, che aveva maturato una notevole esperienza nel campo delle radio private, venne l’idea di provare sperimentare la radiodiffusione su di un mezzo nuovo ed affascinante: internet.

E dato che le idee vanno prese al volo, in poche settimane nacque Interactivity, la voce della rete delle reti che è stato il primo programma radiofonico italiano prodotto, distribuito e diffuso grazie ad internet.

All’epoca la tecnologia era ancora embrionale e rudimentale. In Italia la banda larga era disponibile solo nei campus universitari: l’ADSL sarebbe arrivata nei grandi centri solo tre anni più tardi, nel 2000. Le connessioni avvenivano tutte su linea commutata, via modem, e ci si riteneva fortunati se si riusciva a navigare a 33,6kbit.

Oggi potrebbe sembrare una banalità, ma per l’epoca la sfida era molto grande:. Da una parte c’erano le difficoltà tecnologiche legate alla creazione di contenuti multimediali – sia audio che video – fruibili con una banda così limitata. Dall’altro c’era il problema della schedulazione automatica delle puntate (e degli aggiornamenti del sito) in un’epoca in cui il web dinamico era di là da venire.

Il 14 aprile 1997 va in onda la prima trasmissione, disponibile sia in streaming, termine molto criptico in quegli anni, che diffusa da un network di radio private. Qualche traccia di trova in rete ancora oggi, come questo commento di mediamente, un programma della RAI che si occupava di nuove tecnologie, mentre sono navigabili alcune istantanee di internet wayback machine.

L’iniziativa aveva un altro aspetto molto particolare per l’epoca: lo staff era distribuito sul territorio ed il lavoro sviluppato e coordinato attraverso la rete.

Io mi interessavo, come è facile intuire, della parte ‘tecnologica’.

Un esempio ante litteram di convergenza digitale, nato nella piccola cittadina di Potenza.

interactivity

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