C’è un vecchio detto di noi potentini che racconta il clima della città di un tempo:
Potenza ha 11 mesi di freddo e uno di fresco.
Una frase che racconta una percezione precisa: quella di una città dove il caldo intenso era qualcosa di raro, le estati erano brevi, le serate fresche erano una caratteristica quasi garantita e il mese “caldo” dell’anno era più una parentesi piacevole che una condizione persistente.
Ma quanto è ancora attuale questa descrizione?
Per provare a rispondere ho analizzato la serie storica delle temperature estive di Potenza dal 1965 al 2025, combinando i dati meteorologici disponibili nell’archivio Meteostat con quelli raccolti dalla mia rete meteorologica locale. L’obiettivo non è realizzare uno studio climatologico ufficiale, ma costruire un’analisi personale basata sui dati disponibili, utilizzando strumenti statistici comunemente impiegati nello studio delle serie temporali climatiche. I risultati vanno quindi letti come un approfondimento locale e divulgativo, non come una pubblicazione scientifica o una valutazione climatologica certificata.
Sono cambiate le estati di Potenza?
Chi vive in una località per molti anni tende inevitabilmente a confrontare il presente con il passato. Ricordiamo estati diverse: periodi più freschi, meno giornate afose, meno occasioni in cui il termometro superava stabilmente i 30 °C. La memoria però è selettiva: per capire se questa percezione corrisponde realmente a un cambiamento del clima serve guardare una serie storica sufficientemente lunga.
Per questo ho analizzato il periodo dal 1965 al 2025, concentrandomi esclusivamente sul trimestre estivo – giugno, luglio ed agosto – prendendo in considerazione:
- temperatura media estiva;
- temperatura massima media estiva;
- numero di giorni oltre 30 °C;
- numero di giorni oltre 32 °C;
- numero di giorni oltre 35 °C.
serie storica
La serie copre oltre sessant’anni, dal 1965 al 2025 relativamente ai dati giornalieri di temperatura. Ho utilizzato due serie di dati, quella dal 1965 al 2007 registrate dalla stazione meteo dell’Areonatica Militare e disponibile su Meteostat, e le mie registrazioni – che sono effettuate secondo le norme WMO – che coprono dal 2004 ad oggi. Nel periodo di sovrapposizione (2004-2007) le due serie mostrano una differenza media prossima allo zero, con uno scarto massimo di +/- 0,7 °C, valore compatibile con il dislivello di circa 50 m tra le due stazioni e con la normale variabilità del microclimia tipico di due siti diversi. Non è stato quindi necessario alcun aggiustamento sistematico prima di unire le due serie. A valle dell’armonizzazione è stata verificata la copertura annuale del periodo estivo, visto che comunque le serie presentano vuoti di coperture. Gli anni con dati insufficienti (nel grafico, le colonne in rosso) sono stati esclusi per evitare che informazioni incomplete potessero alterare i risultati.

Tre epoche climatiche
Per evidenziare l’evoluzione del clima estivo ho suddiviso la serie in tre periodi: 1965-1984, 1985-2004, 2005-2025. Il risultato più evidente riguarda la temperatura massima estiva.
| Periodo | Massima media estiva |
|---|---|
| 1965-1984 | 22,68 °C |
| 1985-2004 | 25,04 °C |
| 2005-2025 | 27,85 °C |
Tra il primo e l’ultimo periodo analizzato l’aumento è di circa +5,2 °C: un cambiamento molto più evidente rispetto alla semplice variazione della temperatura media.

Cambia la frequenza degli eventi caldi
Una temperatura media più elevata è importante, ma spesso il cambiamento climatico viene percepito soprattutto attraverso gli eventi estremi. Il numero medio di giornate estive oltre le soglie critiche mostra una trasformazione molto evidente.
Giorni con temperatura massima superiore a 30 °C
In sessant’anni siamo passati da pochi episodi isolati a quasi un mese intero di giornate oltre 30 °C ogni estate.
| Periodo | Giorni medi |
|---|---|
| 1965-1984 | 2,5 |
| 1985-2004 | 9,0 |
| 2005-2025 | 29,5 |
Giorni oltre 32 °C
| Periodo | Giorni medi |
|---|---|
| 1965-1984 | 0,5 |
| 1985-2004 | 2,9 |
| 2005-2025 | 16,3 |

Giorni oltre 35 °C
| Periodo | Giorni medi |
|---|---|
| 1965-1984 | praticamente assenti |
| 1985-2004 | 0,3 |
| 2005-2025 | 4,1 |

Il segnale statistico
Per verificare che queste variazioni non fossero soltanto oscillazioni casuali sono stati applicati alcuni test statistici. Il test di Mann-Kendall evidenzia una tendenza crescente statisticamente significativa per:
Temperatura massima estiva
- Tau: 0,69
- p-value: 8,8 × 10⁻¹³
Giorni oltre 30 °C
- Tau: 0,59
- p-value: 7,1 × 10⁻¹⁰
Giorni oltre 32 °C
- Tau: 0,50
- p-value: 1,2 × 10⁻⁷
Il segnale quindi non è soltanto percepito: emerge anche dall’analisi statistica della serie.
Le estati più calde
La classifica delle estati con temperatura media più elevata vede al primo posto il 2024.
| Anno | Temperatura media estiva |
|---|---|
| 2024 | 24,72 °C |
| 1998 | 23,63 °C |
| 1993 | 23,46 °C |
| 2025 | 23,10 °C |
| 2021 | 22,98 °C |

Il 2024 rappresenta quindi il massimo della temperatura media estiva dell’intera serie.
Gli anni del caldo estremo
Se però guardiamo agli episodi più intensi, la classifica cambia.
Le estati con più giornate oltre 30 °C sono:
| Anno | Giorni oltre 30 °C |
|---|---|
| 2012 | 59 |
| 2021 | 58 |
| 2024 | 52 |
| 2022 | 41 |
| 2023 | 37 |
Per gli episodi oltre 35 °C:
| Anno | Giorni oltre 35 °C |
|---|---|
| 2021 | 21 |
| 2022 | 17 |
| 2023 | 12 |
| 2012 | 9 |
Questi dati mostrano un aspetto importante: non esiste un solo “anno del caldo”.
Gli ultimi quindici anni concentrano la maggior parte degli eventi estremi della serie storica.
L’estate più calda della serie
Il 2024 merita comunque un approfondimento. L’estate è stata caratterizzata da temperature medie molto elevate: temperatura media estiva: 24,72 °C, temperatura massima media estiva: 30,12 °C.
La distribuzione mensile mostra:
| Mese | Tmax media | Giorni oltre 30 °C |
|---|---|---|
| Giugno | 28,39 °C | 9 |
| Luglio | 31,05 °C | 21 |
| Agosto | 30,86 °C | 22 |

Il dato interessante è che non si tratta di un singolo episodio, ma di una stagione complessivamente più calda rispetto al passato.
Una nuova normalità estiva?
La serie storica di Potenza racconta quindi una trasformazione progressiva. Le estati degli anni Sessanta e Settanta erano caratterizzate da pochi giorni oltre 30 °C, con episodi oltre 35 °C praticamente assenti e temperature massime più contenute. Le estati recenti mostrano invece temperature massime molto più elevate, frequenti superamenti delle soglie di caldo ed episodi estremi diventati più comuni. Il cambiamento più evidente non è soltanto che fa più caldo, ma che è cambiata la distribuzione delle temperature. Le giornate che un tempo rappresentavano un’eccezione oggi fanno parte della normale variabilità estiva.

In sintesi
Il vecchio detto potentino raccontava una realtà climatica vissuta per generazioni: 11 mesi di freddo e uno di fresco. Potenza mantiene ancora la sua caratteristica di città montana, con temperature generalmente più miti rispetto a molte altre aree italiane durante l’estate. Ma i dati raccontano che il confine tra il “fresco” e il “caldo” si è spostato.
In sessant’anni la temperatura massima media estiva è aumentata di oltre 5 °C, le giornate oltre 30 °C sono passate da circa 2-3 a quasi 30 per estate, gli episodi oltre 35 °C, un tempo praticamente sconosciuti, sono diventati ricorrenti.
La memoria mia e dei miei concittadino non è quindi soltanto una sensazione: almeno per quanto riguarda le estati, i numeri mostrano una trasformazione reale del clima locale.
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InfoMetodologia dell’analisi
L’analisi è stata condotta utilizzando una serie storica giornaliera di dati meteorologici relativi alla stazione di Potenza, ottenuta integrando dati provenienti dall’archivio Meteostat con dati locali raccolti direttamente. La serie complessiva copre il periodo dal 1965 al 2025, con alcune lacune nella disponibilità dei dati che sono state mantenute e documentate. Per rendere confrontabili le diverse fonti, i dati con frequenza oraria sono stati prima aggregati a livello giornaliero, calcolando i principali parametri statistici della giornata (temperatura minima, massima e media). Le analisi successive sono state effettuate considerando esclusivamente la stagione estiva climatologica, definita come il trimestre giugno-luglio-agosto (JJA).
Ho analizzato diversi indicatori:
- temperatura minima media estiva;
- temperatura massima media estiva;
- temperatura media estiva;
- numero di giorni con temperatura massima superiore a 30 °C;
- numero di giorni con temperatura massima superiore a 32 °C;
- numero di giorni con temperatura massima superiore a 35 °C.
Per evitare che anni con copertura insufficiente alterassero i risultati, gli anni con un numero troppo basso di giorni estivi disponibili sono stati esclusi dalle analisi statistiche. Le esclusioni sono state evidenziate esplicitamente, così da rendere trasparente il processo di elaborazione. Il confronto climatico è stato effettuato utilizzando come riferimento la climatologia 1966-1995, periodo di 30 anni scelto come baseline storica. Le anomalie degli anni più recenti sono state calcolate come differenza rispetto a questa media di riferimento.
Per valutare l’evoluzione temporale delle grandezze analizzate ho utilizzato diverse tecniche statistiche:
- regressione lineare, per stimare la variazione media annua della variabile nel periodo considerato;
- regressione polinomiale di secondo grado, per evidenziare eventuali variazioni non lineari;
- curva LOESS (Locally Estimated Scatterplot Smoothing), per evidenziare l’andamento generale senza imporre una forma matematica predefinita;
- test di Mann-Kendall, per verificare la presenza di una tendenza monotona statisticamente significativa;
- stima della pendenza di Sen, una misura robusta della variazione nel tempo meno influenzata dai valori estremi;
- analisi dei punti di cambiamento (change point detection), per individuare eventuali periodi nei quali il comportamento della serie presenta variazioni significative.
Ho calcolato una climatologia mobile trentennale. Ogni valore rappresenta la media dei 30 anni precedenti, utilizzando solamente gli anni effettivamente disponibili nella finestra temporale. I periodi con copertura incompleta della serie sono evidenziati graficamente, evitando di nascondere le lacune presenti nei dati.
È importante sottolineare che questa elaborazione non costituisce una pubblicazione scientifica o una rianalisi climatologica ufficiale, ma rappresenta un’analisi personale basata su dati osservativi disponibili, realizzata con l’obiettivo di osservare le variazioni climatiche locali e comprenderne l’evoluzione nel tempo.








